giovedì 31 dicembre 2015

Expo 2015 Iran, auguri di Buon Anno

Quest'anno è stato l'anno di Expo 2015 tempo di bilancio, tanti visitatori ma sopratutto visitatori italiani, non è stato quel volano che ci si attendeva dal turismo, è corso via come l'acqua, peccato.
Tuttavia ha dato alla città di Milano quella allure che le mancava, ha lasciato dal punto di vista culturale una città ricca di grandi eventi e grandi mostre.
Tornado indietro alla visita dell'Expo vorrei segnalare uno dei stand secondo me più belli e in tema con l'evento, lo stand del paese dell'Iran, lo stand di cui meno si è parlato sui media.

Sono legato da un motivo di grande affetto verso l'Iran, paese con cui mio padre lavorava e di cui sono stato ospite più 35 anni fa, ero a malapena un ragazzino eppure ricordo tutto, un paese in cui spero di tornarci.
La visita allo stand è stato un rivedere suoni profumi e colori che avevo perso nella mia mente ma che ho ritrovato subito.
Vi faccio vedere alcuni lavori d'abili artigiani fatti a mano e i disegni fatti per Expo da alcuni studenti nelle scuole di Teheran, che secondo me hanno compreso di più il significato di paesi con stand più ricchi e più grandi.


Un invito anche alla cucina dell'Iran,molto raffinata con il riso condito con le spezie come lo zafferano, la cannella, la senape, la curcuma, lo zenzero, il cumino, la frutta secca come i pistacchi, mandorle e arachidi le erbe aromatiche  

A tutti auguri di buon anno 2016

mercoledì 30 dicembre 2015

La rappresentazione del presepe di Greccio (Rieti) fino al 6 Gennaio



Vacanze di Natale in spiritualità, continuano per tutto il periodo natalizio fino al 6 gennaio a Greccio la rappresentazione della Natività, Greccio è stata luogo dell'evento della prima rappresentazione della Natività per volontà di San Francesco d’Assisi nella notte di Natale del 1223.
Greccio è un piccolo borgo che si trova a metà strada tra Terni e Rieti nel Centro Italia, è un paese circondato da boschi di querce, che offre diverse possibilità d'escursioni tutto l'anno sui percorsi cari a San Francesco d'Assisi.
La rappresentazione della natività è particolarmente suggestiva, un vero spettacolo, con luci, sceneggiatura e interpreti, si respira un atmosferica magica che solo Greccio riesce a dare.
Il santuario di Greccio non è unico Santuario Francescano del luogo, si possono anche visitare il il Santuario della Foresta, il Santuario di Forte Colombo e il Santuario di Poggio Bustone.
Nel comune di Greccio c'è la via degli artisti con la rappresentazione delle spirito francescano in 26 opere a cielo aperto.
Nel periodo di Natale ci sarà anche il Mercatino che ospiterà aziende artigiane e gastronomiche locale, la zona è famoso per il tartufo, i funghi, le castagne, la lavorazione del formaggio e dei salumi, olio extra vergine d'oliva e dei dolci tipici a base di frutta secca.
Come raggiungere Greccio in treno . suggerisco la Linea ferroviaria Storica Terni Sulmona, un viaggio nel viaggio.
Come raggiungere Greccio in auto da Nord : autostrada A1 Firenze-Roma, uscire dal casello di Orte per Terni e seguire quindi le indicazioni per Greccio-Rieti. Da Sud: Autostrada A1 Napoli-Roma, prendere la deviazione altezza S. Cesareo, con la bretella di ricongiungimento alla A1 Firenze-Roma in direzione Roma, giunti alla barriera Roma-Nord uscire subito per Fiano Romano e seguire quindi le indicazioni azioni della Via Salaria per Rieti e quindi per Greccio.
Arrivare a Greccio in autobus: Da Roma: capolinea stazione Tiburtina autolinea Cotral per Rieti, da Rieti: capolinea stazione autolinea Cotral per Greccio.
Per informazioni su cosa vedere e cosa fare a Greccio : Visit Greccio, Proloco Greccio

domenica 27 dicembre 2015

13 dessert di Provenza per Natale: le Capoun de Figue del villaggio medioevale di Luceram

Tra le tradizione del Natale più interessanti c'è quella dei 13 dolci di Provenza, una delle tradizioni meno scritte, che si trasmette più per via orale, una consuetudine che si tramanda di generazione in generazione. 
Le prime documentazioni scritte appaiono in una lettera che un prete di Marsiglia invia ad un altra diocesi nel 1683, tuttavia la sua origine è più remota è una tradizione che arriva dall'Oriente o meglio dall'antico Egitto.
Ma come mai questa rito dei 13 dolci arriva in Provenza? 
Qui il racconto si fa più interessante dove è difficile separare la leggenda, dalla religione e dalla storia.
Tutto sembra aver avuto inizio con l'arrivo di una barca senza vela né timone, su una spiaggia a sud di Marsiglia. A bordo vi erano: Jacobé (sorella di Maria, madre di Gesù), Salomé (madre di Giacomo il Maggiore e dell'apostolo Giovanni), la loro schiava Sara, Lazzaro, Marta di Betania e Maria Maddalena.
Tutti i viaggiatori seguirono le indicazioni di Gesù, presero una barca che gli condusse in Provenza, con loro portarono l'esperienza e le abitudini di vita, come l'offerta dei dolci che si trova tra gli ebrei durante Rosh Hashanah, il capodanno religioso ebraico, si offrono fichi, mandorle, uvetta e un qualcosa simile al nostro torrone.
Tradizione portata dagli ebrei quando erano schiavi in Egitto, per le celebrazioni per l'anno nuovo, dove nelle case venivano offerte vassoi piene di frutta fresca e frutta secca come mandorle, nocciole, noci, prugne.
Nei secoli in Provenza questa tradizione si è evoluta e si è trasformata, in alcuni casi si è anche arricchita di nuovi prodotti e simboli religiosi, ogni famiglia ogni paese ha i suoi 13 dessert per le feste del Natale e l'Anno Nuovo.
I primi cristiani o meglio seguaci di Cristo, contemporanei a lui, per fare conoscere e raccontare Gesù durante le feste natalizie in coincidenza con la Natività e l'Anno Nuovo utilizzarono la metafora dei 13 dolci per simboleggiare l'inizio del nuova era che aveva portato Gesù sulla terra
Iniziamo dal numero 13, il numero che fa riferimento all'ultima cena di Gesù, 13 erano i posti disponibili a tavola, 12 apostoli più Gesù, nella trasmissione della religione e della storia di Gesù la simbologia è importante.
Non deve mai mancare la focaccia fatta con olio e profumata con acqua di fior d'arancio, che simbolicamente deve essere divisa in 13 parti come suddivisa tra i commensali, rappresenta il pane.
Vanno messi i frutti che rappresentano i quattro ordini monastici che hanno fatto voto di povertà:
Noci o nocciole per Agostiniani
Fichi secchi per i Francescani
Mandorle per i Carmelitani
Uva passa per i Domenicani
Si aggiungono poi il torrone denominato bianco fatto con nocciole pinoli o pistacchi o il torrone nero fatto con miele e mandorle sempre più spesso rappresentato con il croccante, che nella tradizione provenzale il Torrone simboleggiano i Re Magi.
A questo poi si aggiunge la frutta fresca di stagione come i cedri, le arance e i mandarini e le castagne che sono state simbolo degli ordini monastici per tanti anni.
Alla lista vanno aggiunti i frutti freschi che venivano conservati a partire da settembre e ottobre per la Tavola di Natale come l'uva, la mela e la pera (quelle con il picciolo di cera),  negli ultimi anni si sono aggiunti anche altri frutti come i datteri e i  i meloni d'inverno e dai frutti secchi come albicocche e prugne.
Grazie ai commercianti prima Genovesi e poi Veneziani, nel Medioevo e all'inizio dell'evo moderno grazie al il sale arabo, lo zucchero vegetale dalla Turchia e dalla Iran, dalla canna da zucchero, che ha permesso di portare dall'Oriente la candidatura della frutta, nella tradizione dei 13 dessert per Natale, si è aggiunta la frutta candita dal cedro al mandarino.
In epoca moderna si sono aggiunte alla lista dei 13 dolci per le festività del Natale anche i calisson, la cotognata, le bugie, la torta di bietole, la torta di noci.
Non poco importante è il vino, in genere un vino dolce, un vino moscato o un liquore che rimanda a un antico rito in cui gli uomini con una bottiglia in mano si radunavano in una cappella con un sacerdote per ricevere la benedizione, era raccomandato di berne un sorso nel banchetto delle feste per avere fortuna nel nuovo anno.
Sono circa più di 50 i prodotti che si possono adoperare per il rito dei 13 dessert di Provenza, importante che siano i primi otto e il vino, mentre gli altri possono ruotare a seconda della tradizione locale o familiare.
Fra questi ci sono anche prodotti locali come da Luceram (sopra Nizza), un villaggio medioevale dove tutti gli anni si trasforma in un presepe vivente, è tradizione avere a tavola il Capoun de Figue, è un dolce fatto con foglie di fico che racchiudono fichi secchi, bucce d'arance candite, anice e foglie d'alloro.
Queste tradizioni si sono spostate dalla Provenza anche in altre parti del Mediterraneo come la Spagna, la Grecia, il Portogallo e anche in diverse regioni italiane, conservato alcune cose e eliminandone altre per le feste del Natale e l'arrivo del Nuovo Anno. 
Per raggiungere il villaggio di Luceram, da Nizza ed esattamente da Nice Vauban, c'è Autobus 340 che in un ora porta a Luceram più di otto corse giornaliera, sono circa 25 km, il Capoun de Figue si trova in tutti i negozi della Costa Azzurra e anche al mercato di Cours Saleya a Nizza.






mercoledì 23 dicembre 2015

Bressanone Mercatini di Natale

Non sono più tanto appassionato di Mercatini di Natale, ma devo dire che questo di Bressanone rimane il mio preferito, comodo per arrivare in treno, in centro della città, il mercatino si svolge nella Piazza Duomo di Bressanone, incorniciata dal Duomo, dalla Chiesa Parrocchiale di S. Michele e il municipio.
Un atmosfera molto particolare vi attende, 35 espositori con le loro bancarelle decorate e addobbate offrono i prodotti dell'artigianato : presepi, sculture in legno, ceramiche fatte a mano, candele, sfere e angioletti in vetro.

Tra il profumo del Vin brulè non mancano le numerose specialità gastronomiche della Val d’Isarco, dallo speck, allo strudel, bretzel, knodel, canederli,, i pani e i biscotti della tradizione: zelten, panpepato al miele, torta di castagne della Val d'Isarco, frittelle di castagne, frittelle di prugne e fagottini al vin brulè.

Tutto questo sarà allietato dai cori locali e delle bande musicali, in più per chi ha una vera romantica e nostalgica, la carrozza di Natale che vi farà fare il giro della città ogni sabato e domenica nel cento storico di Bressanone.
Il mercatino di Natale di Bressanone dal 27 Novembre 2015 al 6 Gennaio 2016, è aperto nei giorni feriali dalle ore 10.00 alle ore 19.30 e nei giorni festivi dalle ore 9.30 alle ore 19.00, nei giorni 24.12 e 31.12 dalle ore 10.00 alle ore 16.00, 01.01.2016 dalle ore 12.00 alle ore 19.00. Chiuso il giorno 25.12.2015.
Per saperne di più : mercatini di Natale a Bressanone 





martedì 22 dicembre 2015

La Genova dei presepi

Genova è una città che ha la capacità di stupire il suo visitatore, questo perchè i genovesi hanno un carattere discreto, poco propenso a parlare di sè, pochi per esempio sanno che Genova e le famiglie genovesi sono state tra i più generosi nel donare oggetti di grande pregio alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Un sentimento religioso vissuto con grande interiorità, un aspetto visto che siamo a Natale poco noto di Genova sono i presepi, la rappresentazione della Natività di Cristo, se ne allestiscono più di 150 nella città, sotto tutti visitabili.
I più interessanti?  Per avere un quadro completo sicuramente è da vedere la collezione comunale custodita al Museo Giannettino Luxoro di Nervi. Tra i preferiti dai Genovesi, il presepe del Santuario della Madonnetta quello della parrocchia di San Bartolomeo, il presepe allestito nel Convento delle suore Brignoline.
La novità di questo Natale 2015 è la l'evento Dono di Natale Presepi e dipinti dalla Genesi alla Natività, una mostra che si tiene al Museo dei Beni Culturali Cappuccini di Genova, in via B. Bosco (dietro il Palazzo d Giustizia), dal 6 dicembre 2015 al 31 Gennaio 2016, con ingresso gratuito
In mostra una rassegna storica di pittori genovesi che ha come tema la natività con scenografie presepiali realizzati da artisti come Strozzi, Guidobono, Fiasella, Piola e Chiesi. il museo ospita in sede fissa il Presepe Meccanico di Franco Curti, realizzato negli anni trenta del '900.
Un presepe che conserva ancora tutti i suoi meccanismi originali grazie al sapiente lavoro di conservazione dei Padri Cappuccini, che lo ricevettero in dono dal suo creatore nel 1978.
Il presepe ha statue sono scolpite a mano da artigiani della Val Gardena  offre al  visitatore un quadro ricco, completo e suggestivo della natività.
Genova non è solo presepi, a Natale rileva il suo aspetto gastronomico con le sue ricette tipiche come il cappon magro, un piatto di pesce e verdure di stagione, la cima alla genovese, una tasca di vitello ripiena di carne, verdura e uova, servita con erbette o spinaci bolliti con uvetta e pinoli.
L'anima genovese del Natale si esprime nel pan dolce genovese basso e pan dolce alto con lievito madre ricco d'uvetta e canditi, nella panera (un semifreddo al caffè), nei canestrelli bisoctti circolari ma è sopratutto la frutta candita che raccoglie il consento di tutti i genovesi nella tavola del Natale. Proprio a Genova la tecnica della canditatura venne importata dall'Oriente, utilizzando il sale arabo (uno zucchero fine d'origine vegetale), in particolare utilizzato per candire gli agrumi come le arance, i limoni e i mandarini della liguria o preveniente dalle suoi territori nel Mediterraneo.
La tradizione ligure del settecento voleva in tavola per Natale frutta candita insieme con la frutta fresca locale come le arance di San Remo, le mele "carle" di Finale, Marroni della val di Vara, pere di Camogli e uva delle Cinque terre.

I presepi a Genova

Cattedrale di San Lorenzo
Gruppo marmoreo moderno. Apertura: periodo natalizio
Piazza San Lorenzo - tel 010 270 01
Chiesa del Collegio Emiliani
Presepe meccanizzato. Apertura: periodo natalizio
Località Nervi, Via Provana di Leyni 15
Chiesa di Nostra Signora del Belvedere
Presepe artistico (sec. XVII - XVIII). Apertura: periodo natalizio
Corso Belvedere 23 - tel. 645 9710
Chiesa di San Barnaba
Presepe artistico (sec. XVII - XIX). Apertura: periodo natalizio
Piazza San Barnaba 29 - tel. 010 272 2829
Chiesa di San Desiderio
Presepe artistico (figure genovesi e napoletane; sec. XVII - XVIII). Apertura: periodo natalizio
Via alla Chiesa di San Desiderio 55 - tel. 010 345 0303
Presepe artistico: il fondale è il polittico dell'Annunciazione di Giovanni Mazone; burattini ottocenteschi sono stati riadattati in foggia di pastori. Apertura: periodo natalizio
Località Pontedecimo, Piazza Cesino, 5 - tel. 010 781 589
Presepe artistico. Apertura: periodo natalizio
Località Crevari, via Canepa 7/A - tel. 010 613 6675
Presepe artistico. Apertura: dal 24 dicembre
Oratorio in via alla Chiesa Plebana - tel. 0103621697, 3669758335
Presepe artistico (sec. XVII - XVIII). Apertura: periodo natalizio
Salita Inferiore di San Rocchino 15 - tel. 010 839 3034
Convento delle RR. Suore Brignoline di Nostra Signora del Rifugio in Montecalvario
Presepe artistico (figure napoletane; sec. XVII - XVIII). Apertura: periodo natalizio
Viale Centurione Bracelli 13/c - tel. 010 825 728
Istituto Ravasco
Presepe tradizionale (sec. XIX). Apertura: tutto l'anno
Piazza Carignano 1 - tel. 010 543 637
Presepe tradizionale (presepe di Greccio; figure del sec. XVIII). Apertura: periodo natalizio
Via Domenico Chiodo 55 - tel. 010 272 2785

Presepe artistico (sec. XVII - XVIII). Apertura: collezione permanente
Viale IV novembre 5 - tel. 010 859 2759
Presepe ligneo (statuine del XVIII e XIX secolo). Apertura: periodo natalizio
Località Nervi, Viale Mafalda di Savoia 3 - tel. 010 372 60 25
Oratorio della Chiesa di Santa Caterina di Begato
Presepe ligneo (statuine del XVII e XIX secolo). Apertura: periodo natalizio
Piazza Mantero 2 - tel. 347 265 64 85, 346 084 84 64
Presepe meccanizzato. Apertura: periodo natalizio
Via S. Brunone 3 - tel. 010 644 3039
Oratorio di San Bartolomeo di Staglieno
Presepe artistico (sec. XVIII - XIX). Apertura: periodo natalizio
Salita alla chiesa di Staglieno 13 - tel. 010 836 0237 - 010 836 0814
Parrocchia di Sant'Antonino Martire di Cesino
Presepe artistico. Apertura: dal 25 al 31 dicembre e dal 1 al 31 gennaio
Località Pontedecimo, Piazza Cesino, 5 - tel. 010 781 589
Presepe meccanizzato. Presepe artistico. Apertura: tutto l'anno
Località Ceranesi, piazza Santuario 4 - tel. 010 723 51
Presepe artistico (sec. XVII - XVIII). Apertura: tutto l'anno
Salita della Madonnetta 5 - tel. 010 272 5308
Santuario del SS. Nome di Gesù
Presepe tradizionale. Apertura: periodo natalizio
Località Ceranesi, Via SS. Nome di Gesù 13 - tel. 010 710 472

Come arrivare a Genova in treno: Genova è collegato con le principali città italiane con Trenitalia, da Milano 1,30-2h.

Mappa Genova Go Slow Green



venerdì 18 dicembre 2015

Salerno, luci d'artista 2015

Iniziamo a dare qualche consiglio per le vacanze invernali, la neve scarseggia in montagna forse conviene pensare a mete alternative raggiungibili in treno.
Sicuramente Salerno è una di queste, dal punto di vista turistico quando si pensa a Salerno si pensa alla Costiera Amalfitana, al Cilento a Paestum, pochi invece pensano alla città di Salerno.
L'occasione per scoprire Salerno ci viene data dall'evento Luci d'artista che ogni anno si arricchisce di grande enfasi ed arte.


In tutta la città postazioni d'artisti che interpretano a loro modo il Natale con la luce e i colori, una rassegna che vale la pena di guardare.
Salerno è anche ricca di storia, il suo massimo splendore la raggiunge nel 1076 con i Normanni, Roberto il Guiscardo la proclama capitale di tutti i suoi domini in Italia: la città diventa più ricca di Roma e ospita il più importante centro di studi medici in Europa, la Schola Medica Salernitana, punto d'incontro e di fusione tra l'antica tradizione medica orientale e le ardite sperimentazioni di un gruppo di scienziati capeggiati da Matteo Silvatico.


Da visitare a Salerno sicuramente  la Cattedrale di Santa Maria degli Angeli e San Matteo, i giardini della Minerva, il castello di Arechi, che domina dall'alto la città, ma anche elementi dell'architettura moderna come la futuristica Stazione Marittima nei pressi del grande porto commerciale progettata da Zaha Hadid.


Si può estendere il soggiorno a Salerno andando verso la Costiera Amalfitana, Pompei, Napoli oppure andare più a Sud verso Paestum e la Certosa di Padula.


Dal punta di vista gastronomico Salerno è il centro ideale per provare tutti i prodotti del territorio della Provincia di salerno, dai limoni di Sorrento alla Mozzarella di Bufala, dall'Olio extra vergine d'oliva ai vini colli di Salerno, dalle Castagne alla Mela annurca.


Come arrivare a Salerno in auto da Nord: A1 Napoli – Salerno: uscita Vietri sul Mare o Salerno da Sud: A3 Salerno-Reggio Calabria: uscita Fratte/Salerno centro.
Come arrivare a Salerno in bus CSTP: Orario linee urbane - Orario linee extraurbane e SITA SUD: Orari Campania
Come arrivare a Salerno in treno: Stazione Ferroviaria di Salerno è collegata con le maggiori città italiane come Milano, Roma e Napoli per  info Trenitalia e Italo.


Dove alloggiare a Salerno; se amate un ospitalità locale sono consigliabili i Bed and Brekfast, In bed e Corso 57, oppure in Albergo presso il Lloyd's Baia aggrappato alla roccia della scogliera verso la Costiera Amalfitana oppure vicino alla Stazione e sul mare Grand Hotel Salerno.



Per saperne di più : Turismo in Salerno, Luci d'Artista 2015 Salerno





martedì 15 dicembre 2015

Adorazione dei Pastori di Rubens, Palazzo Marino Milano

Anche quest’anno a Palazzo Marino a Milano, offre la possibilità d'ammirare da vicino e a titolo gratuito un capolavoro dell'arte.
Quest'anno  la scelta è caduta su Adorazione dei Pastori di Rubens, un pittore fiammingo considerato l'anima artistica pittorica del Barocco.
L'opera è datata 1608, un periodo che Rubens trascorse in Italia, come pittore di corte dei Gonzaga a Mantova. In Italia Rubens affinò la sua tecnica pittorica e grazie ai Gonzaga venne mandato in missione in più città italiane come Venezia, Roma, Firenze, dove ebbe modo di studiare i grandi pittori italiani del Rinascimento come Michelangelo e Raffaello, ma anche i grandi pittori del '500 come Veronese, Tintoretto, Tiziano, non si può non notare nella pittura e nell'adorazione dei Pastori più che in altri l'influenza del Caravaggio, che Rubens conosce durante il suo soggiorno a Roma.
Nonostante dal punto di vista artistico lo si colloca nel Barocco, Rubens elaborò uno stile molto personale frutto dello studio dei grandi pittori italiani che lo condurrà alle grandi commissioni, della città d'Anversa, delle famiglie Nobili Genovesi, di cui produrrà una serie d'arazzi oggi visibili nel Museo di Vaduz. ma sopratutto di Maria de' Medici a Parigi, i dipinti da lei commissionati e realizzati da Rubens sono esposti oggi al Palazzo del Luxemburg.
L'adorazione dei Magi arriva dalla Città di Fermo nelle Marche dove l'opera viene conservata, originariamente pensata per la Chiesa di San Filippo Neri oggi  e visibile in forma stabile nella Pinacoteca Civica.
Quindi per tutti i milanesi e per coloro che in questo periodo passano a Milano, consiglio di fare la fila per vedere questo capolavoro dell'arte, perché le opere d'arte per comprenderle vanno viste dal vivo.
Milano, Palazzo Marino in Piazza della Scala, 2
dal 03 Dicembre 2015 al 10 Gennaio 2015, dalla 9,30 alle 22,30



domenica 13 dicembre 2015

Napoli: la via dei presepi di San Gregorio Armeno, Caravaggio e tradizioni culinarie

Siamo nel cuore della Napoli più autentica, vicino alla stazione Garibaldi, una parte della città meno turistica ma molto interessante, nella vicinanza del Duomo di Santa Maria dell'Assunta e della Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Nonostante negozi e botteghe sono aperte tutto l'anno è all'inizio del mese di Dicembre che questa piccola e stretta via di S. Gregorio Armeno a Napoli inizia ad essere più affollata, tanti turisti ma anche napoletani curiosi di cercare i pezzi per completare o rinnovare il proprio presepe.
La celebre commedia di De Filippo, Natale in Casa Cupiello rappresenta molto bene il culto del presepe dei napoletani, come espressione della creatività individuale e collettiva del sentimento religioso legato alla Natività, condito con il gusto dell'ironia e dell'arte d'arrangiarsi nella vita.


L'arte e la cultura del presepe ha origini molto antiche a Napoli, prima ancora della rappresentazione del Presepe che San Francesco a Greggio in Umbria, in un documento del 1025 si narra di un presepe nella Chiesa di Santa Maria del Presepe, proprio a Napoli.
In un epoca in cui la maggior parte delle persona erano analfabeta, non sapevano ne leggere e ne scrivere, il presepe rendeva noto a tutti la nascita di Gesù.
Sarà però nel Rinascimento e poi nel periodo Barocco, che dalle chiese e abbazie i presepi escono fuori e vengono rappresentati nelle case nobiliari e si arricchiscono di dovizia di particolari e personaggi ben caratterizzati.


Nel periodo Barocco, in particolare sotto il regno di Carlo III di Barbone che la rievocazione della nascita di Gesù a Napoli si traduce in una chiave originale per rende attuale un avvenimento del passato, per questo è sempre diverso e si rinnova ogni anno.
Una vera e propria arte simbolica della fede, che si materializza nei personaggi classici e nuovi con l'aggiunta d' elementi simbolici tipici della tradizione del presepe napoletano come il pozzo, il mulino, il ponte, anello ideale di congiunzione tra il mondo della terra e il mondo del cielo.
Nella zona dei presepi di San Gregorio Armeno c'è la Chiesa del Pio Monte della Misericordia, dove è possibile vedere una delle opere più belle di Caravaggio, Le sette Opere di Misericordia, una delle 3 opere che si possono ammirare di Caravaggio a Napoli, insieme con la Flagellazione di Cristo al Museo di Capodimonte e il Martirio di Sant'Orsola a Palazzo Zevallos.


Nella zona della via dei presepi, San Gregoria Armeno, dai profumi delle friggitorie e delle pizzerie storiche di Napoli, la pizza alimento semplice simbolo della cucina povera si può trovare in versione classica agli indirizzi intramontabili come la Friggitoria Donna Sophia e la Pizzeria dal Presidente che vanta tra i suoi clienti Bill Clinton, alle nuove pizzerie come quelle del famoso Gino Sorbillo.
In zona anche molto pasticcerie tradizionali, per struffoli, zeppole, roccocò, mostaccioli, susamielli, pasta di mandorle, divino amore ma come le classiche sfogliatelle, uno su tutti la Pasticceria Attanasio.


La via dei presepi Via S. Giorgio Armeno, si trova nel centro della città una traversa di via dei Tribunali e via San Biagio dei Librai.
Il culto del presepe può essere un ottimo modo per conoscere Napoli a piedi, una città tra luci ed ombre ma che rimane una delle città più belle del Mediterraneo.
Arrivare a Napoli in treno: Napoli è collegata con i treni veloci sia con Trenitalia che da Italo, per raggiungere la Via di San Gregorio Armeno, è possibile prendere la Metropolitana Fermata Cavour, Museo, più distante le fermata Garibaldi, ma che permette di fare un giro turistico più lungo passando per il Duomo, il Tesoro di San Gennaro e il Pio Monte della Misericordia per ammirare l'opera di Caravaggio
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Indirizzi consigliati nella zona