venerdì 26 agosto 2016

Portofino; camminare tra Castel Brown, Chiesa di San Giorgio, il Faro

Portofino è una delle località più note del turismo in Italia, tutti sono attratti dal suo charme, dalle case multicolori che si riversano sul fronte del mare, dai ristoranti e bar di lusso, esiste però una Portofino molto diversa, nei percorso a piedi tra le case che guardano il mare e giardini dai mille colori, tra i percorsi bene segnalati che riserva il Parco di Portofino, i fiori selvatici, gli scorci panoramici, per scoprire una cultura che ribalta la conoscenza e l'idea che si ha di Portofino, sono ben 80km di percorsi da fare a piedi nel Parco.





Mia intenzione di farvi conoscere questa località a piccoli pezzi a piccoli post, lo scorso anno vi ho fatto scoprire si come è bello raggiungere a piedi Portofino da Santa Margherita Ligure, quest'oggi vi porto a conoscere la zona più vicino al paese di Portofino, si raggiunge il Faro, la Spiaggia, la Chiesa di San Giorgio, Castello Brown, il giro che completa la visita del Paese.
Da segnalare inoltre Il Museo del Parco Portofino che ospita anche  il Museo Internazionale di scultura




Come arrivare a Portofino con il treno:  si arriva fino alla stazione ferroviaria di Santa Margherita Ligure Portofino, sulla linea Genova La Spezia poi si prosegue con autobus 82 che arriva in Piazza Martiri della Libertà a Portofino in circa 15 minuti (fermate intermedie Covo di Nord Est e Paraggi) le corse ogni 30/40 minuti dalle 6.15 alle 22.00.
Come arrivare a Portofino in auto : Autostrada A12 Genova – La Spezia - uscita Rapallo Seguire le indicazioni per Santa Margherita - Portofino (circa 20 minuti di guida). L'automobile può essere lasciata presso il parcheggio coperto a pagamento in Piazza Martiri della Libertà, aperto 24 ore su 24. Un'area di parcheggio gratuita è situata lungo la strada tra Santa Margherita Ligure e Portofino di fronte alla discoteca Covo Nord Est.Da quì è possibile raggiungere il centro del paese a piedi, con una bella passeggiata panoramica o con il bus di linea.




Come arrivare a Portofino in battello: I traghetti di linea assicurano un costante collegamento da Genova, Recco, Santa Margherita Ligure e Rapallo come la compagnia Golfo Paradiso,  inoltre anche da Sestri levante e Lavagna Traghetti Portofino,
Dove dormire a Portofino: ci sono pochi alberghi a Portofino di gran classe come Belmond Hotel Splendid che necessitano di un largo anticipo della prenotazione, in alternativa consigliamo di appoggiarsi all'area turistica di Santa Margherita Ligure dove si può trovare un offerta più ampia.


Dove mangiare a Portofino: tutti i ristoranti hanno un offerta molto ampia a base sia di pesce che di carne, personalmente ho trovato molto interessanti due ristoranti dell'Hotel Splendid, la Terrazza e il Ristorante Chuflay direttamente in piazzetta con piatti della tradizione ligure come le trofie al pesto e con menù arricchito di prodotti del territorio come le tagliatelle ai gamberi di Santa Margherita e Carciofi violetti di Albenga, si tratta di ristoranti d'alta classe.

Terremoto ad Amatrice, Arquata, Accumoli

Queste località sono note a tutti i lettori di questo blog, fanno parte di quell'Italia Minore che tanto raccontiamo, poche parole e nessuna immagine, la stampa e i media hanno già dato molte ore di comunicazione, voglio solo dire che mi dispiace mi dispiace molto, so per certo che non sarà l'ultimo evento negativo perché tutta la dorsale appenninica è a rischio geologico.
A tutte le persone sopravvissute voglio dire che bisogna guardare avanti, è difficile comprenderlo ma gli aspettano momenti duri e di grande lavoro, di ricostruzione personale, affettiva, familiare e fisica.
Da  persona coinvolta perché anche io sono stato terremotato, sfollato e ho vissuto in una tendopoli, ho una casa, anzi per meglio dire avevo una casa che dal 1981 lesionata dal terremoto e che nonostante siano passati 35 anni e l'intervento pubblico è ancora inagibile (ci si lascia il cuore, una ferita che non si rimargina mai).
Spero che interventi e ricostruzione siano migliori della mia esperienza, perché finito il momento dell'interesse della stampa, non sempre privo d'interesse cala il buio, gli interventi andranno a rilento e per lo meno non quanto la richiede la situazione. Ogni anno ho atteso il testo della finanziaria per vedere se c'erano i fondi per le case terremotate, poi i soldi stanziati si sono persi nella "burocrazia" e nella "politica", magari questa volta sarà diverso.
Oggi tutti parlano di interventi volti a mettere in sicurezza gli edifici pubblici e privati su tutta la dorsale appenninica, forse non si rendono conto di quello che dicono e in particolare che non a tutte le famiglie sarà possibile affrontare questa spesa, gli interventi di stabilizzazione e di messa in sicurezza costano più che rifare una casa ex novo e se come nel mio caso le aziende prendono i soldi dal governo e poi scappano, diventa una rincorsa di carte bollate e di tribunali, una guerra persa all'infinito, non a caso la scuola elementare antisismica ad Amatrice è crollata.
Sono partite le compagne di raccolta fondi aiuti umanitari, chi può dia pure il proprio contributo come meglio desidera anche direttamente, un grazie ai volontari e un abbraccio a tutti i sopravvissuti, speriamo di rivederci presto a camminare lungo quelle strade ricca di storia, amore e umanità.

martedì 9 agosto 2016

Ortisei, Val Gardena: Biennale Gherdeina 5

Sono molte le località che hanno l'intenzione di offrire non solo momenti di svago e divertimento per una vacanza, ma anche momenti creativi e di riflessione utilizzando diverse espressioni del mondo dell'arte.
La Val Gardena ha una ricca tradizione legata alla lavorazione del legno, non solo abili artigiani ma veri e propri artisti che sanno trasformare il legno e comunicare emozioni, nel tentativo di coniugare arte delle natura con arte della lavorazione manuale.
Tutto questo lo possiamo osservare anche quest'anno nel centro storico di Ortisei, con la Biennale Gherdeina 5, che si svolge ogni due anni in alternanza con l'evento mostra in paese d'Unika.
Da segnalare che se nei primi eventi partecipavano solo artisti locali dell valle o della provincia di Bolzano, oggi abbiamo un quadro molto ampio d'artisti provenienti da più nazioni, questo ha dato una maggiore ricchezza e spessore all'evento.
Non potendo segnalare tutte le opere parleremo di quelle che più mi hanno colpito per la lavorazione, per il significato, per l'esposizione.



L'opera che sicuramente ha colto il consenso di tutti esperti e non esperti inclusi i bambini è "Nagelmänner" , un cavaliere di legno sopra un cavallo, originariamente la tradizione del Nagelmänner era una forma di propaganda di guerra e di raccolta fondi per i membri delle forze armate durante la prima guerra mondiale.
L'artista Fernando Sánchez Castillo reinterpreta la tradizione del Nagelmänner per la Biennale come un anti-eroe contemporaneo, si possono piantare chiodi sulla statua per 1 euro di donazione all'associazione Save the Children invece di fondi per la guerra come era l'origine della tradizione.

L'opera che invece più mi ha colpito sono stati i pilastri di legno di Christian Mayer Kosmas, artista tedesco che acquistato dei vecchi pilastri di legno di un palazzo Barocco demolito a Vienna e mantenendo la funzione di sostegno li ha trasformati in Atlante, che secondo la mitologia greca era il Titano costretto a tenere il cielo sulle sue spalle per l'eternità, le figure scolpite sui pilastri fanno riferimento a delle opere che erano all'interno del palazzo demolito, quasi a volere preservare l'arte di quel palazzo per farla conoscere ai posteri.



Le altre opere non meno interessanti ma che hanno colto meno la mia attenzione, in ordine 1) Szymon Kobylarz l'albero ideale  2) Michele Bernardi in Berg Positiv  3) Anna Hulačová  i suoi Dolomiti lover



Ortisei, è sempre una delle migliori destinazioni di turismo slow green in Italia, una delle destinazioni con più ampia possibilità di sport outdoor dalle camminate alle ferrate in Alta Montagna, ricordo che è raggiungibile con treno + bus con Alta Adige Card sia dalla stazione di Bolzano che dalla stazione di Bressanone, ( da Bolzano la linea diretta bus 170 senza cambi circa 1 h fermata direttamente di fronte alla Stazione Ferroviaria, da Bressanone linea diretta bus 350 circa 1 h, sempre dalla Stazione Ferroviaria).
Per potersi muovere liberante in tutto Alto Adige c'è la Mobilcard Alto Adige, 28 euro per sette giorni oppure 23 euro per 3 giorni si può unire a questa la Valgardena Card per tutti gli impianti di risalita della valle dalle seggiovie alle cabinovie 79 euro per sei giorni, informazioni Mobilecard Alto Adige e Val Gardena Card
Sotto nella guida Go Slow Green Val Gardena dove dormire, mangiare e fare shopping in Val Gardena.
Per saperne di più: Val Gardena, Alto Adige Turismo