martedì 19 settembre 2017

Turismo Lento in Toscana: 14 Cantine luoghi dell'architettura e dell'arte del vino

Qualche anno fa gli appassionati del vino italiani e stranieri hanno scoperto le aziende vitivinicole come luoghi di turismo, molte cantine hanno aperto le porte, permettendo di scoprire luoghi storici, autentici palazzi d'arte che hanno fatto la storia del vino ma anche dell'Italia.
Tutto si evolve, nel mercato del vino mondiale l'Italia si pone al primo posto, come leader dell'intero settore, grandi investitori si muovono verso le aziende vitivinicole in Toscana, il mercato del vino cresce e diviene necessario la realizzazione di nuove sedi.
Per la loro realizzazione sono stati chiamati i più grandi architetti del nostro tempo come Mario Botta, Renzo Piano, Tobia Scarpa, tanto per citarne solo alcuni.
Nel loro lavoro hanno saputo coniugare la qualità architettonica con l'impatto ambientale, attraverso tecnologie innovative di costruzione e produzione in particolare verso le nuove tecnologie nel campo dell’energia (riduzione dei consumi energetici) il risultato sono aziende che si integrano con il paesaggio e costituiscono un luogo di richiamo sul territorio.
Tutte aziende che ospitano in modo stabile installazioni artistiche e che coniugano il vino con la cultura e l'arte moderna.



In provincia di Grosseto:
Rocca di Frassinello, Gavorrano - Loc. Giuncarico (Grosseto). Arch. Renzo Piano.
Colle Massari, Cinigiano - Loc. Poggi del Sasso (Grosseto).  Arch. Edoardo Milesi.
Le Mortelle, Castiglione della Pescaia – Loc. Ampio Tirli (Grosseto). Studio Idea di Firenze.
Ammiraglia - Frescobaldi, Località La Capitana, 222 Montiano, Magliano in Toscana Arch. Piero Sartogo



In provincia di Siena
Cantina di Montalcino, Montalcino - Loc. Val di Cava (Siena). Ing. Corrado Prosperi e  Arch. Tommaso Giannelli .
Salcheto, Montepulciano (Siena). Studio Michele Manelli.
Castello di Fonterutoli, Castellina in Chianti – Loc. Fonterutoli (Siena). Autore: Arch. Agnese Mazzei.



In provincia di Livorno
Petra Wine, Suvereto – Loc. San Lorenzo Alto (Livorno). Arch. Mario Botta.
Tenuta Argentiera, Donoratico (Livorno). Arch. Stefano e Bernardo Tori
Fattoria delle Ripalte, Capoliveri - Loc. Ripalte (Livorno). Autore: Arch. Tobia Scarpa.
In provincia di Pisa:
Caiarossa, Riparbella - Loc. Serra all’Olio (Pisa). Arch. Michael Bolle.
In provincia di Firenze
Cantina Antinori, San Casciano Val di Pesa - Loc. Bargino (Firenze). Autore: Arch. Marco Casamonti – Studio Archea Associati
In provincia di Arezzo
Podere di Pomaio • Green Winery, Località Pomaio (Arezzo). Arch. Marisa Lo Cigno
Il Borro, Loro Ciuffenna – fraz. San Giustino Val d’Arno (Arezzo). Autore: Arch. Elio Lazzerini.
Tutte queste aziende sono aperte per la visita della sede e anche del vino per scoprire di come si è evoluto il mondo del vino. Sul sito si propongono anche itinerari che partendo da queste aziende si scopre la storia e la cultura del territorio.
Per saperne di più: Wine Architecture Regione Toscana


sabato 16 settembre 2017

42° Fiera del Fungo di Borgotaro, 16-17 23-24 Settembre 2017

Siamo nella Provincia di Parma, in quella parte d'Appennini che divide la regione Emilia Romagna dalla Toscana, una zona ricca di boschi, proprio qui a Borgotaro si tiene la 42° edizione della Fiera del Fungo di Borgotaro, nei due fine settimana del 16-17 e 23-24 Settembre 2017.
In questa zona la raccolta dei funghi è una tradizione che si tramanda da padre in figlio, per Fungo di Borgotaro, si intendono le quattro specie di porcino Boletus edulis, Boletus aereus, Boletus aestivalis e Boletus pinophilus. Da diversi anni il Fungo Porcino di Borgatoro viene riconosciuto per le sue qualità organolettiche, olfattive ed aromatiche, rispetto agli altri porcini che che provengono da altre zone.
Proprio per questo sono migliaia i cercatori provenienti da ogni parte d’Italia che frequentano i boschi del comprensorio della Val di Taro nei mesi di settembre ed ottobre, ci sono delle apposite riserve dove è permesso per la raccolta dei funghi. Può raccogliere i funghi sono che è munito di tesserino rilasciato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.
Ci sarà nel piccolo centro storico la Fiera enogastronomica dedicato al fungo, e lo showcooking con lo chef Alma Mario Marini, Giulia Brandi, Roberto Valduzzi.
Si terranno ogni Sabato mattino alle dieci delle escursioni sul territorio con la Guide Ambientali punto di ritrovo in Piazzale Castagnoli, che avranno come tema: il Porcino e il Faggio, il Porcino e il Castagneto.
Sono previsti laboratori di pulitura, lavorazione ed essiccamento dei funghi porcini a cura di Danilo Carretta.
Diversi i punti in cui fare degustazioni dei celebri funghi porcini di Borgotaro, zuppa con funghi, pasta con funghi, lasagne con funghi, porcini trifolati, porcini al pomodoro, funghi porcini con patate, porcini impanati e fritti.
In 22 ristoranti della zona si potranno trovare menù a base di funghi, elenco sul sito informativo della fiera.
A livello d'intrattenimento per il pubblico sono previste mostre d’arte, mostre d'antiquariato, giochi per bambini, gruppi di musicisti itineranti per rendere più simpatica la Festa.




Come arrivare a Borgotaro in auto dall' autostrada A15 Parma - La Spezia, uscita Borgotaro, da qui una superstrada conduce direttamente verso per 15 km.
Come arrivare a Borgotaro con il treno: la stazione ferroviaria di Borgo Val di Taro si trova invece a circa 900 metri dal centro storico. ci sono diversi treni regionali che da Parma in un ora collegano con la stazione di Borgo val di Taro al costo di 5,80 euro, esempio 07,48 partenza a Parma e arrivo a Borgo val taro alle 08, 45. Analogo viaggio anche per coloro che vogliono raggiungere Borgo val di Taro da La Spezia in Liguria.

venerdì 8 settembre 2017

Barbiano, le settimane delle Prugne dal 2 al 17 Settembre in Val d'Isarco

Un Sud Tirolo al ritmo della natura è questa la valle d'Isarco, tanti piccoli paesi tutti incentrati sull'economia agricola dove il turismo è sopratutto agriturismo. Camminate su pendi semplici, adatti a tutti che collegano paesi e contrade, un 'ambiente che ci riporta a un ritmo della vita più lento. 



Tra questi paesi sicuramente Barbiano, l'occasione di una visita ce la può fornire l'evento settimane della Prugna, in tutta la provincia di Bolzano sono rinomate le sue Prugne, grazie alla sua posizione geografica ( 830 m, d'altitudine) e al clima, i fiori di prugna riescono a trasformarsi in frutto senza subire le avversità della primavera. 
Una coltura classica per i contadini già dal Medioevo, gli alberi di prugne limitavano i confini degli appezzamenti di terreno.


Barbiano è famosa in Alto Adige per la sua torre pendente della chiesa come Pisa, le cascate d'acqua del Rio Gander di cui una di 85 m, la località Drei Kirchen e la località Briol, mete di tante escursioni.
Domenica 10 settembre si realizzerà nella piazza centrale del paese alle 12,00, lo strudel di prugne una delle specialità del paese con le prugne, ricordo anche il pane di Prugne, i canederli di prugne, arrosto con prugne, krapfen di Barbiano, Crostoli con confettura di Prugne, lo crostata di Prugne e la torta di Prugne. 
Partecipano all'iniziativa: Panificio Rabanser, Locande contadina Unteraichner, Albergo Briol, Albergo Rösslwirt, Albergo Saubacherhof, Albergo Zur Traube, Alimentari Rabanser Despar, Ristorante zum Kalten Keller, durante le due settimane dell'evento ci saranno tutte le specialità con le prugne.


Per i camminatori c'è il sentiero delle prugne che parte dal centro del paese dove è possibile dalla fioritura della primavera fino all'autunno avere il piacere di stare in mezzo alla natura e osservare da vicino i fiori, i colori e la maturazione delle prugne, un percorso di 4 km un dolce sali e scendi di due ore.
Barbiano oltre che dalla Mobil Card Alto Adige è raggiunta anche dal Bike Pass Alto Adige si può noleggiare la bici e restituirla in uno dei 15 punti di noleggio e riprenderla in un altro punto a piacere, per favorire la mobilita Treno, Bus e Bici.
Settimane delle Prugne a Barbiano dal 2 al 17 Settembre 2017
Per saperne di più: Barbiano

mercoledì 6 settembre 2017

10° Festival del Fico di Zadar (Festival Smokava), Croazia, dal 8 al 10 Settembre 2017

Siamo arrivati alla 10° edizione del  Festival del Fico a Zadar, in Croazia, nato per stimolare l'interesse nei confronti della coltivazione del fico in Croazia e della gastronomia partendo dall'azienda Damjanic-Babac e il suo prodotto Šinjorina Smokva, una confettura di solo fico che è divenuta uno dei prodotti più conosciuti della Croazia,.
Il festival offre un grande spunto su come cucinare ed abbinare i fichi che coinvolge tutta la città. Promotore e protagonista il Ristorante Per Bunara con lo chef Mario Albanesi, il ristorante simbolo dell'eno gastronomia della città crea sempre nuovi piatti trasformando i fichi in un ingrediente a tutto pasto, antipasti, primi piatti, abbinamenti con la carne, insalate, nei gelati, nei dolci e nelle torte.
Il festival prevede un mercatino nel centro della città, dove vengono venduti fichi freschi e prodotti trasformati da abili artigiani della lavorazione del fico, dalle conserve all'olio, un momento tecnico per riunire i coltivatori e i trasformatori del fico.
Zadar non è solo nota per la produzione del fico ma anche della amarene, una varietà autoctona da cui si ricavano confetture e distillati.


Courtsey By Radio Zadar

Zadar, offre la possibilità di un piacevole Settembre con il sole nel Mare adriatico, da vedere le due opere d'arte moderna Organo Marino e la Porta del Sole.
Per coloro che amano ritrovare le tracce del passato è possibile visitare il foro romano, la piazza dei 5 pozzi, la piazza del Popolo la più antica di Zadar con la Chiesa di San Lorenzo e il Palazzo del Corpo di Guardia.
Un italianità che si cerca di nascondere e di prendere le distanze ma che poi viene fuori sia nella cultura del territorio che nell'economia.
Come arrivare a Zadar con traghetto: con Jadrolinija dal porto di Ancona si parte alle 22,00 e si arriva la mattina alle 07,00 al costo di minimo 50 euro per un posto a sedere. Diverse linee
Come muoversi a Zadar, c'è un serivizio di pullman che porta in tutta la città e nei dintorni gestito dall'azienda locale Liburnija i biglietti si possono fare alla fermata nelle edicole e sull'autobus.
Dove dormire a Zadar. per tutte le tasche l'albergo più interessante è Art Hotel Kalelarga, con annesso Bistrot gourmet che è una delle migliori pasticcerie della città.
Info: Zadar Travel, Damjanic-Babac, Restaurant Per Bunara




venerdì 1 settembre 2017

Lago Maggiore, Isole Borromee: Isola Madre, l'isola giardino ai piedi delle Alpi

Siamo a Stresa sulle rive del Lago Maggiore, le Isole Borromee sono la principale attrazione turistica, sono dotate di una posizione geografica e di un microclima unico.
Fanno parte della storia d'Italia, grazie alla famiglia Borromeo, che con perseveranza hanno trasformato nel corso degli anni queste isole in un luoghi di grande fascino.
L'Isola Madre è l'isola forse più intima, forse la meno nota ma dal mio punto di vista ha una storia più interessante rispetto alle altre isole.


La storia inizia nel 1501, quando Lancillotto Borromeo, visitando l'isola dove vi era solo un convento, rimane sorpreso dalla bellezza e dal clima e decise d'acquistarla  dalla curia di Novara per trasformarla in un frutteto. Si devono a lui l'ambientazione delle prima piante d'agrumi (fatte arrivare dalla Liguria aranci, limoni, e cedro, proprio il cedro è uno degli elementi simbolo della famiglia Borromeo), il melograno, il gelso e l'uva che venivano venduti sui mercati della città di Milano.


A decidere di costruirci una villa di tipo rinascimentale fu Riccardo I Borromeo, nelle intenzioni della Famiglia Borromeo di trasformare Isola Madre da un frutteto a un luogo di riposo per la famiglia. Si considerava l'Isola Bella la residenza principale sul quale convergevano i principali interessi, l'isola Madre doveva divenire solo un luogo privato di relax.
Sono in particolare gli ospiti più celebri come la Principessa del Galles, il Re di Sardegna, Napoleone e la moglie Giuseppina di Beauharnais, che si innamorano dell'Isola Madre, tanto da chiedere d'acquistarla.
Spinto da quest'interesse crescente sull'isola il conte Vitaliano IX Borromeo, appassionato di botanica, impressionato dal giardino botanico di Firenze, acquisto diversi semi e piante per farle acclimatare sull'isola costruendo delle serre.


A dare la forma attuale fu merito del botanico irlandese William B. Pentland, che trasformo il frutteto in un vero giardino all'inglese, con l'introduzione di nuove piante dal mondo come la Sequoia gigante d'America, la Cycas revoluta dal Nord della Cina e il Cipresso del Kashmir che è divenuto il simbolo del giardino dell'isola Madre.
Negli anni sono introdotti anche dei Bambù neri dalla Cina, Ginkgo Biloba, Pini del Messico, per quanto mi riguarda ho apprezzato molto i pergolati di glicine, le azalee, i rododendri, le camelie, le rose come le spalliere d' agrumi.
Completa la visita la ricchezza delle opere d'arte presenti nella casa che provengono da diverse proprietà della famiglia Borromeo, che forse dovrebbe essere rivista.
Una visita alle isole è sempre un grande spettacolo, c'è aria di rinnovamento anche nell'offerta dei servizi e delle opportunità di visita, nel giardino sembra di stare in un angolo dei Caraibi o della Costa Azzurra, mentre invece siamo ai piedi della Alpi.


Come arrivare all'isola Madre: bisogna preferibilmente arrivare a Stresa, c'è una stazione ferrovia collegata sia con la Svizzera, la Francia e tutto il resto d'Italia. Da Stresa sul lungolago ci sono i battelli della Navigazione del Lago Maggiore la linea è la Stresa - Intra, Isola Madre è la quinta fermata dopo Baveno e prima di Pallanza, circa venti-trenta minuti.
Dove mangiare all'Isola Madre: isola è molto piccola ma ha un piccolo luogo di ristoro La pirateria. Se visitate Isola Bella consiglio di fermarsi a mangiare al posto di ristoro del Vicolo del Fornello, bottega con cucina curato dallo Chef Luoni.
Dove alloggiare: non c'è struttura ricettiva, l'isola è tutta la villa, ci si può fermare a Stresa.
Informazioni: Isole Borromee, Lago maggiore Italia aperta tutti i giorni dalle 9 alle 17,30 fino al 22 Ottobre, ingresso 13 euro al giardino e alla villa.



Courtesy by © Renzo Manganotti for video Lago Maggiore Isola Madre from you tube



martedì 29 agosto 2017

Il mio Giardino Agosto 2017: agapanti, althea officinalis e garofani

Come promesso ogni tanto apro la mia finestra sul giardino. Un mese non molto facile temperature che superavano i 38 gradi, non è stato facile gestire il giardino a patirne molte piante, devo rivedere la collocazione per l'anno prossimo, come i garofani ma hanno sofferto tutte le piante ma sono riuscito lo stessa a regalarvi delle immagini dei miei fiori, spero vi piacciono.

Agapanti
Sono dei genere piante erbacee perenni, fioriscono già in primavera e mi durano fino a settembre, sono originarie del Sud Africa.


Althea Officinalis
Una pianta da fiori comune ma anche pianta officinale, viene molto utilizzata per decorare i giardini molti ignorano le proprietà lassative e calmanti, è presente in molti preparati dermatologici contro gli arrossamenti della pelle.


Garofani il cui nome botanico è Dianthus caryophyllus
La Costa Azzurra ha costruito la sua fama di paese dei fiori con i garofani, oggi è una coltivazione presente nella zona di Antibes, pochi sanno che è una pianta d'origine europea del Mediterraneo, era il fiore dedicato a Zeus; diventa sempre di più un fiore esotico, oggi il più grande produttore è la Colombia e molti paesi dell'Africa da dove viene importato.
Il garofano è il fiore nazionale della Spagna, di Monaco e della Slovenia, è il simbolo regionale delle Isole Baleari. Nella cultura popolare ha assunto diversi significati, nel Medio Evo era simbolo di fedeltà coniugale. In Germania il Garofano bianco è il simbolo della CDU, unione dei partiti cattolici, il Garofano rosso del Partito Social democratico, in Portogallo divenne emblema proprio della Rivoluzione dei Garofani contro la dittatura di Salazar.  Ogni paese ha dato al garofano un significato diverso, questo per indicare che questo fiore che pensiamo sia esotico i realtà è stato molto presente nella nostra cultura.

martedì 22 agosto 2017

Turismo lento ad Ercolano: Scavi archeologici, trekking sul Vesuvio e le ville del Miglio d'oro

L'Italia è un paese molto bello dal punto di vista paesaggistico, ma quello che richiama milioni di visitatori da tutto il mondo è la sua storia e la sua cultura.
Il fascino del Medioevo e del Rinascimento, con le sue ricche testimonianze sono ancora oggi delle attrattive impareggiabili. Più difficili sono le visite alle aree archeologiche, tranne qualche caso raro sono i fanalini di coda dell'offerta turistica.
Negli ultimi anni grazie alla televisione e alle ricostruzioni virtuali delle aree archeologiche si è cercato di comunicare in modo diverso le testimonianze del passato.
Consiglio sempre se è possibile come nel caso d'Ercolano, di fare una visita al MAV  Museo Archeologico Virtuale in via IV Novembre (nei pressi dell'area archeologica) , dove attraverso la tecnologia ed gli effetti speciali è stato ricostruito il contesto, l'ambiente della cittadina prima dell'eruzione del Vesuvio, una visita al MAV è propedeutica alla visita diretta.
La storia di questi scavi non è stata semplice, all'ombra della grande Pompei, dove scavare era più semplice e meno costoso, Ercolano è sempre stata una seconda scelta, i fondi destinati a questi scavi sono sempre stati pochi.
Oggi grazie ad una collaborazione pubblico privato con la Fondazione Packard per i beni culturali, si può contare non solo su delle entrate finanziarie costanti per gli scavi ma anche su una serie di tecnologie e professionalità difficili da reperire sul mercato per un ente pubblico.
La fortuna degli scavi d'Ercolano è che la nube piroclastica che l'ha investita è riuscita a coprire tutto ed conservare con estrema precisione ogni dettaglio, diventando cosi un libro aperto di storia che possiamo sfogliare, perfino la Biblioteca della nota Villa dei Papiri, i papiri carbonizzati e arrotolati con opportune tecniche possono essere letti, restituendoci opere d'inestimabile valore culturale e storico.
La storia degli scavi è sempre stata discontinua per problemi tecnici e molto è stato portato via senza essere ben classificato, molte opere più di 150 si possono vedere al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di fatto una finestra sull'influenza della cultura greca nella repubblica romana. 
Nonostante sia un area dove ancora fervono gli scavi, invito a vedere tutta l'area archeologica soffermatevi sulle pitture ma anche sulle case e i loro spazi, le terme del foro, la Basilica Noniana, rispetto a Pompei molto particolari sono rimasti integri, suggerisco solo delle scarpe comode, cappello e una bottiglia d'acqua minerale.



Ercolano: la Reggia di Portici, le Ville Vesuviane del Miglio d'oro, Trekking sul Vesuvio

Ercolano non è solo gli scavi ma è possibile visitare sia la Reggia di Portici che fare un tour delle Ville Vesuviane del Miglio d'oro cioè di tutte tutte quelle ville aristocratiche costruite tra il '700 e '800 dopo la costruzione della Reggia di Portici, come Villa Favorita, Villa Ruggiero, Villa Campolieto.
Per coloro che amano i percorsi di trekking possibilità di camminare nel Parco del Vesuvio con Vesuvio Natura da Esplorare, per chi non ama camminare c'è Vesuvio Express la possibilità d'andare a vedere il cratere del Vesuvio con il pullman.
Ercolano: Pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop, Albicocche crisommele, Lacryma Christi
Il Vesuvio non è solo un vulcano ma anche un territorio che si esprime attraverso i prodotti dell'agricoltura.
Due prodotti sono storici tanto che li troviamo anche nei scavi d'Ercolano sono il vino e i fichi, mentre due sono arrivati invece in anni più recenti ma hanno trovato un ambiente e un terreno che si adattava alle loro caratteristiche cioè il pomodoro e le albicocche.
La Campania è il simbolo della coltivazione del pomodoro, che qui diventano pomodorini del piennolo del Vesuvio Dop.  Mentre le Albicocche il prodotti più conosciuto d'Ercolano, la varietà chiamata Crisommele, che si distinguono per la sfumatura rosse della buccia arancione, note per la sapidità e la dolcezza, data dai terreni ricchi di potassio come quelli vulcanici d'Ercolano e dall'esposizione al sole prolungata. 
Meno note ma molto apprezzate anche le Ciliegie della varietà Seconda Nera del Monte Somma, le Pere Spadoncine e le Pere Pennate, piccole e verdi che vengono trasformate in confetture. In questo periodo potete trovare freschi i fichi le varietà Fico Dottato, Fico Troiano e il Fico Nero Monsignore, i fichi sono stati il frutto più famoso d'Ercolano nell'antichità.
Il prodotto storicamente più noto è invece il vino, il famoso Lacryma christi "Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa" (Marziale), un vino ottenuto da uve autoctone coltivate alle pendici del Vesuvio.
Come arrivare ai Scavi archeologici d'Ercolano in treno: la città vicina di riferimento è Napoli che è collegata con Italo e Trenitalia da tutte le principali città d'Italia anche con treni diretti. Dalla Stazione di Piazza Garibaldi a Napoli, parte la Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Ercolano) e la Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Ercolano) a circa 700 m dall'ingresso del sito archeologico di Corso Resina.
Costo del biglietto d'ingresso: 11 euro orario estivo dalle ore 8,30 alle 19,00, Biglietto gratuito: la prima domenica di ogni mese e i Cittadini dell’Unione Europea di età inferiore a 18 anni.
Novità estate 2017, visite notturne il Venerdi sera dalle 20,00 alle 23,00 fino al 6 Ottobre 2017.


Per chi lo desidera questo filmato sui segreti d'Ercolano di Focus, condiviso sul you tube

sabato 19 agosto 2017

Tuffi liberi a Nizza

Li avevo notati già questa primavera verso Maggio il pomeriggio, un po' di ragazzi e ragazzini si riunivano vicino al porto e andavano a tuffarsi in mare dopo la scuola, in una zona di nessuno, tra la spiaggia le Castellet e il porto di Nizza, una zona poco appetibile agli operatori del settore che un gruppo di ragazzi ha trasformato in un zona di tuffi in mare.

Quello che mi ha divertito è stato lo spirito di questi ragazzi, la totale mancanza d'omogeneità, ce ne sono di tutte le età, di tutti i colori, di tutte le estrazioni sociali, magri o grassi, bianchi e neri, mulatti o gialli, sono accomunati solo dalla voglia di divertirsi e di migliorarsi, si tuffano per il piacere di stare insieme.
Sono tornato indietro anche io con la testa in quella età dove le differenze non contano ma sono importanti le uguaglianze, il condividere le stesse cose.

A quell'età non si hanno tanti soldini e non tutti possono permettersi un ingresso in piscina tutti i giorni, cosi hanno trovato un modo per divertirsi e per stare insieme.
Il Comune ha messo anche a disposizione un istruttore per evitare che i ragazzi si facciano male e ha promesso che renderà il luogo più sicuro, ma è un piacere vederli tuffare e divertirsi, che ha fatto venire voglia anche a me di tuffarmi.

Una vacanza a Nizza dove tra un gelato, una visita al mercato, una focaccia di cipolla, una socca di farina di ceci e una torta al limone, andare a vedere questi ragazzi e ragazzini cosi intraprendenti e spericolati, fanno bene all'umore e allo spirito della vacanza.
Come arrivare a Nizza con il treno dall'Italia: ricordo i treni Thello che da Milano portano a Nizza e poi a Marsiglia, altre città possono collegarsi sempre in treno con la stazione di Genova Porta Principe, dove tutti i Thello provenienti da Milano fanno sosta.
Come arrivare a Nizza con il bus dall'Italia: tante le compagnie che vanno a Nizza, segnaliamo le più note: Flexibus, Eurolines, Ouibus,